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martedì 24 febbraio 2009

Canta, canta canterino, tutta la notte e al mattino, non fermarti! Dibodue- dibudua!





















Che figura! Sono appena rientrata e ho trovato i miei coinquilini tutti ridenti che mi hanno detto "Eh, ma tu canti! Ti abbiamo sentito cantare la notte!!", "Oh, I'm very, very sorry!!", "No, we've funny!". Poretti... Chissà fino che ora mi hanno sentito... Per me la notte è eterna, prima delle tre non vado a dormire mai e può capitare che canti...! Non pensavo. Loro si portano le donne in camera la notte e non ho mai sentito niente, da ciò ho dedotto che non mi avrebbero neppure sentita cantare. E dire che stavo anche attenta a non cantare forte! Come fo adesso? Come faccio senza cantare? Devo aspettare di uscire per la strada!

sabato 21 febbraio 2009

Sanremo, Sanremo, Sanremo!


Come dimenticarsi di quel Sanremo 2001 che ha fatto conoscere i Quintorigo all'Italia! Che nostalgia, che magnifica apparizione. Parteciparono con Bentivoglio Angelina! un pezzo davvero formidabile oltre che indimenticabile. Sì perchè i Quintorigo, con John De Leo (prodigio della natura...), front-man del gruppo, facevano musica colta: e non solo dal punto di vista musicale. Base jazz, violini taglienti come i clavicembali del Kantor, la voce di Leo era un intero film di Tim Burton con addosso il frack di Fred Buscaglione, il testo un reading di Stefano Benni. Troppo, troppo per un'Italia che ama Albano, che vuole Albano e compra i suoi vini. Se un giorno girerò mai un film vorrei John De Leo al mio fianco. (Poi Domenico-Domez e Luis-Rosati tenetevi pronti che 'ste 'state si lavora!)
Adesso il gruppo non esiste più. John De Leo continua la sua sperimentazione con profitto e interessantissimi risultati. Nelle interviste registrate la sua voce e il suo accento romagnolo ricordano con immensa dolcezza gli intervistati da Pasolini in Comizi d'Amore, come se la sua voce fosse metallica di natura e anche al naturale vibra come in un microfono. Quell'uomo è un genio, è un artista completo, nel senso rinascimentale del termine. Oppure, ricordate Grigio? Che pezzo! Non puoi non innamorarti di quella voce su quelle note. Come il Vincenzo Vivaldi, di casa Radcliffe, che si invaghì di Elena di Rosalba solo sentendo il suo canto nella chiesa di San Lorenzo a Napoli, forse sotto gli auspici di Boccaccio e di Fiammetta che proprio in quella chiesa si accese il loro amore...  Grigio vagabondare, nella ragione niente soluzione... Ah, l'ironia non ci prende alla sprovvista è come una pioggia estiva che ci bagna in mezzo al mar! Che ci guarda naufragar, che m'è dolce naufragar, che ci guarda naufragar!



C'è gente sempre uguale ad altra gente


Che delusione. Pietà. Ha vinto Sanremo web Buongiorno gente! Ma no perché sono di parte, ma perché è la solita lagna stile Pausini, terribile!! Anche dal punto di vista dell'immagine sta qua non ha niente di fresco, di giovane, di nuovo, di esaltante: è la classica ragazza giovane che si veste da troione per tirare su il morale ai vecchiotti senza speranza; oppure rappresenta un modello per la casalinga tipo che tra un pavimento e l'altro, col grembiule sporco di farina, si guarda Uomini&Donne della De Filippi. Basta!!! Questa è l'Italia di Berlusconi. Ma quanto erano meglio i Malamonroe (che sono comunque arrivati secondi)! Un po' di evoluzione, che diamine! Il problema non riguarda purtroppo solo la musica ma le immagini e quindi le idee (di cui sono portatrici le immagini): le idee degli italiani, l'immagine che piace agli italiani.
Almeno sono contenta che ha vinto Sincerità tra le proposte giovani, la ragazza è proprio un bel tipo e anche la canzone non è niente male.
Si sa che questa Ania di Buongiorno gente venderà un sacco di cd agli stessi che hanno rivoluto Albano sul palco dopo l'eliminazione (e quindi col ripescaggio). 
Non è un caso che Albano sia stato preferito agli Afterhours
Italia mia, quanto sei tamarra!!!
E quindi senza speranza.

Era uno spirito infame e bardato di stizza





















"Ho sentito raccontare che, talvolta, dei fantasmi sono apparsi agli uomini per annunciar loro la morte. Com'era delicato da parte loro venir da tanto lontano per darci l'allarme!" (Blair)
Oggi comincio. Tira un gran vento e ho finito stamattina di leggere Il Monaco, però nella versione di Artaud perché l'ultima copia di Lewis me l'ha soffiata un tale che aveva telefonato in Mondadori per prenotarsela. Ma perché è così difficile a Milano accaparrarsi le opere gotiche? Posso solo ordinarle via internet (come ho già fatto per molti testi) perché qui a Leeds non c'è gran che nelle librerie, solo nelle biblioteche, che è già qualcosa. Purtroppo non so ancora così bene l'inglese da poter leggere a tutta velocità un testo di narrativa. Si leggono bene quelli di critica ma perché le parole a loro difficili sono quelle facili per noi perché quasi tutti latinismi.
A volte però, devo dire, belle idee sono venute fraintendendo il testo (e io di sfondoni ne prendo taaanti!), per cui, chissà se non esce qualcosa di buono anche da un romanzo in inglese? Per ora sto leggendo i racconti della Gaskell e sto ancora aspettando che qualcuno bussi alla mia porta. Shelley è sempre lì che mi aspetta e lo sa che dovrà aspettare ancora, quando tutto il puzzle sarà al completo e la grande Factory gotica di questa grande famiglia potrà essere raccontata (shh... inventata!). La mia piccola e provvisoria collana per ora sarà di tre volumi soltanto. Poi si vedrà. Magari non ne viene fuori niente di buono. Ma intanto disegno e magari è anche ora che incominci a buttare giù qualcosa di scritto.
(Il vento sussurra che devono essere pronte le bozze per la fiera di Bologna... )

sabato 14 febbraio 2009

Stasera non ho canzoni da dedicarvi















Sono tornata a casetta, ma solo per una settimana. Venerdì ho viaggiato dalle 7,30 di mattina fino le 18,30: nationalexpress (Leeds-Londra) A6 (Londra-Stansed) e Stansed-Milano. Tutto per il risparmio, anche se il ritorno farò Milano-Manchester e Manchester-Leeds con il coach
Beh, diciamo che ho risparmiato un sacco. I voli diretti costano intorno i 230,00 euro solo andata, e con il mio sistema ho pagato circa £20,00 il coach Leeds-Londra, £10,00 l'A6 (navetta Londra-Stansed Airport) e  56,00 euro il volo Londra-Milano. Per il ritorno mi sono invece lasciata consigliare un Milano-Manchester, 58,00 euro, più il treno (£21,00) che collega Manchester con Leeds. Ancora i famigerati voli a 5,00 euro li devo vedere, però è effettivamente facile ed economico spostarsi al giorno d'oggi.

Ieri sera sono andata in un pub con Steven e Allie. Entrambi americani, lui non ho ancora capito, mi pare sia dell'Ohio, lei invece della California. Sono contenta di uscire con loro, almeno posso allenare nel miglior modo il mio quotidiano listening, anche se all'inizio pensavo che mi chiamassero per senso di pietà. Il pub era un po' fuori della solita portata, ma comunque vicino. Si va per la periferia, così si vede il vero suburb, e pensare che Leeds è tutta così. Le case sono tutte piccole e basse e per certi versi è impressionante vederne tante allungarsi per una certa area. C'è un piccolo campo da attraversare, qualche lampione, poi si arriva ad una stazione di benzina. Mi sembrava tutto molto americano, mi sentivo correre tra le pagine di Carver e le sue strade fatte di niente, piccoli giardini, più o meno trascurati e benzinai. Appunto. E sempre al buio.
Qui a Leeds sono tutti più piccoli di me, la media dei miei amici è 22, 23 anni. Io ne compio 26 il 6 Marzo ed è per me già un piccolo trauma. Però la differenza non si sente (forse perché sono io in minore) e tutti spalancano gli occhi quando dico la mia età perché mi danno tutti o quasi poco più che una diciannovenne. Come quando vado all'ospedale e i gli infermieri mi chiedono se sono maggiorenne. 
Comunque, Steven mi stava dicendo, un po' spavaldino, che ogni tanto fuma; io ovviamente l'ho sgridato. Gli ho detto che prima di smettere ho fumato per circa sei anni una media di 15 sigarette al giorno. Vedo lo shock di tutti. Poi mi accorgo che forse il mio fifteen aveva le sue estremità un po' troppo brevi. Brevi quanto un fifty.

giovedì 12 febbraio 2009

Pronto, buongiorno è la sveglia!

Mi è saltato l'ennesimo adattatore. Il sesto. Ne compro un altro, mi sono detta, carico giusto i cellulari e domani, dopo la doccia, potrò asciugarmi i capelli! 
No.
Non funziona di nuovo.
E alle mie amiche sì. Why?
Tra l'altro vivo con tutti uomini e neanche, dico, annoverarne almeno uno, uno soltanto, con qualche nostalgia sessantottina o marleyiana!?
-"Sorry, could you lend your hairdryer?"
-"What? Noouu! I'ven't!" Alzando gli occhi alludendo alla propria crapa rasata... mmmh, effettivamente...
Cosa faccio. Prima di tutto bestemmio. Ne uso una sola a ripetizione che menziona il grande capo: e che valga per tutte le altre! Vado poi alla reception del residence, con la neve che scende dal cielo, due gradi sotto lo zero e, ovviamente, i capelli bagnati. Lamento la mia sesta vittima ma non avevano l'asciugacapelli. Mi resta solo di andare al flat di Rut, che avevo bidonato la sera prima per andare alla partita di football. Le ore 10,00 erano abbastanza mattutine. 
Suono, mi apre il suo coinquilino di colore (rasato completamente) che visibilmente avevo buttato giù dal letto: "Rut?" mi indica la porta, ma ci provo lo stesso "Do you have an hairdryer no? ...no, mmh, ya, 'm sorry!"
Neanche a dirlo, storce la bocca e torna a dormire.
Pronto, buongiorno è la sveglia! cantavano i Pooh, ma ormai lì mi sa che mi odiano tutti... A parte gli scherzi sono tutti molto carini con me, non potevo trovarmi meglio e sono tutte persone stradisponibili.
Io invece sono stata yellata nell'elettricità. A questo punto mi basta non morire nel sonno per un cortocircuito. Morte infelice, quasi come quella di Cirano.

martedì 10 febbraio 2009

Bon Apetit!

"Perché qua le segretarie, le impiegate e le addette agli sportelli sono tutte belle, simpatiche e sorridenti mentre quelle italiane (vedi l'Accademia di Brera) sono peggio delle streghe e son pure stronze? Il caso vuole che le ragazze più giovani (e quindi carine) della segreteria di Brera sono anche quelle intelligenti e simpatiche."
Dev'essere un principio proporzionale. La ragazza del mio dipartimento, Design, è una farfalla! Non ostante avessi non poche complicazioni con il mio piano di studi, e conseguenti difficoltà con la lingua, lei come una viola di campo ha risolto tutto. Le ho dovuto dare un bacio alla fine. Deliziosa! Le ho detto che gli italiani se la sognano una così. Poi me la sono piantata, nel caso fraintendesse le mie espansioni di gioia. Ed ora non ho più problemi di burocrazia! Grazie a dio! Ora posso riprendere i miei studi!
Vi racconterò invece un po' della giornata di ieri. Premetto che da domenica non sto molto bene, così ho fatto una bella spesa da Morrison (cfr. Ipercoop). Ho comprato un formaggio ai mirtilli, davvero buono, che è una specie di pecorino poco stagionato, poi garlic bread, purè già pronto (costava meno delle patate), salamino al pepe, due bistecchine di carne bianca favolose, una al pepe e l'altra alla salsina rossa (non saprei definirla), Pringles, verdure, una salsina di gallina e mais e infine il pane. Bona. Mi viene fame adesso. Lunedì giornata faticosa. In mattinata sbrigo le ultime questioni burocratiche, vado a studiare, esco dalla biblioteca alle 20.30. Fuori nevica. Non sto molto bene, non vedo l'ora di rientrare. Mi cucino due etti di fusilli con bacon e pomodorini, un filo d'olio, lascio la pasta nella pentola perché non entra nel piatto. Camera, pigiama, Chi l'ha visto scaricato da You Tube. Manca solo il rutto libero.
Suona la sirena anti-incendio.
Prendo il Mac e filo di fuori insieme a tutti gli altri sotto la neve.
Qualcuno aveva fumato in camera.
Vabbè, fortuna che avevo finito di mangiare: però non ho visto il seguito della scomparsa di Giuseppe Garillo, se è vivo o l'hanno ammazzato non me l'hai poi detto nessuno.

ps: non esiste qua un'espressione simile al nostro "Buon Appetito", indice della cattiva fama culinaria inglese, anche se qualche anno fa è stata prelevata dal francese quella di "Bon Apetit". Se avete ancora qualche ricordo di scuola o di lezioni di inglese fate caso che nella Unit dedicata al restaurant la coppia di tamarri ordinava da mangiare - scassando i marroni al cameriere - e poi immediatamente chiedevano il bill.

domenica 8 febbraio 2009

Il Principe disse: "Votatemi, e sarete anche voi parte di tutto questo!"!

I Malamonroe sono riusciti a passare la selezione e sono tra i 30 finalisti. Ma non è finita. Di finalisti ne vogliono solo 10, così la votazione continua. Tanto di questo è accaduto grazie a voi tutti, voi, vivaci sognatori, che generosi state collaborando a un grande progetto che riguarda tutti, la Musica.
La generosità porta sempre guadagno, in tutte le sue forme.
Non vedo l'ora di vedere la Fiorani su quel palco, insieme a tutti gli altri. Sarà emozionatissima, saranno emozionatissimi e forse vinceranno. Siete proprio bravi, cari ragazzi miei, e mi sa che il panino con la porchetta ha fatto bene un po' a tutti noi. E pure l'aria bona de Urbin.
Votate amici, aiutiamoli a realizzare il loro grande sogno! E' semplice, è come l'altra volta: basta inviare un sms al 48444 scrivendo W140 (si possono inviare fino a 10 sms al giorno), oppure chiamando solo dal numero fisso 16477, seguire le istruzioni e digitare 140 (senza la W che precede il numero stavolta).
Ele Fiora, non vedo l'ora di vederti lassù!
STASERA è DECISIVA!! C'è tempo fino mezzanotte!

sabato 7 febbraio 2009

Fra la via Emilia e il West

Oggi ho trascorso un vero pomeriggio inglese. C'era la partita di rugby contro l'Italia. 
C'hanno stracciato (mi ha detto poi stasera Guglielmo...).
Il cinese a £6 "mangituttoquellochepuoi" era chiuso e abbiamo pranzato in un pub in periferia: fish and chips and cyder
Tra l'altro da notare che nello Yorkshire dinner è il pranzo e la cena è il tea. Mentre nel resto d'Inghilterra il lunch è il pranzo, ecc.., il resto lo sapete già.
Buono buono, io fino ad ora ho sempre mangiato benissimo, non mi spiego perché l'Inghilterra ha questa brutta fama culinaria?!?
Somiglia un po' tutto al pane con la porchetta. 
Finiamo il dinner e inizia la partita (miseriaccia mi sa pure che mi hanno inculato i soldi). Pronti, noi italiani, mano sul cuore, Inno di Mameli. Io canto forte, me paria d'esse un tenore! Una parte di me, che voi tutti cari amici conoscete bene, appartiene ad uno scaricatore di porto che me l'ha lasciata in custodia: la taverna, la birra, cantar vocentone, il boccale in mano, le carte, il biliardo e il grezzo puro e semplice. Come il pane con la porchetta. E' tutta colpa di via Paolo Fabbri. Però non guardo la partita, perché non conosco le regole e, to be onest, non me ne frega manco più di tanto. Amo solo quel genere di casino. Gioco allora a biliardo, tre partitine (Grazie Marianna, amore mio, mi hai insegnato te! Dio Svizzero, il nostro Club di P.ta Genova!). Qui i tavoli sono più piccolini rispetto i nostri e lo stesso le palline, che sono solo di due colori (più il nero, ovviamente). Con Pier ho vinto io, due autogol iniziali, sì, ma poi con grande ripresa ho fatto tre tiri della madonna. David (che si chiama come il cantante, Gray) mi ha battuta per uno scacco: avevo la mia gialla davanti il nero proprio davanti la buca. Poi ho insegnato a Ilaria a tirare e si è divertita un sacco! Qui berrei tutta la vita, fortuna che costa i soldi, non mi ubriaco neppure, mi fa male solo lo stomaco. 
Piccola città io ti conosco, nebbia e fumo, non so darvi il profumo del ricordo, che cambia in meglio... 
Il Pub inglese è meraviglioso ma per apprezzarlo bisogna discorrere con la gente del posto che sta lì tutti i santi giorni, dall'operaio all'impiegato, se entri solo per bere e non parli con nessuno, lo dico sinceramente, tanto vale starsene a Milano. Basta non andarci il sabato pomeriggio durante la partita...
Di Football.
Rugby esentato.
Mi dispiace soltanto che non capisco ancora bene cosa mi dicono, il loro accento è molto diverso da quello degli universitari (tra l'altro la maggior parte dei ragazzi che conosco sono tutti a Leeds per il Master...). 
Assomigliano un po' ai nostri bar, quelli di quartiere o quelli di paese. Due signori oggi facevano il tifo per me quando giocavo. Avevano i denti completamente disfatti, erano identici ai leoni di mare di Stevenson. O meglio, come li ho sempre immaginati. 
Capelli pochi, lunghetti e untuosetti, marcia la bocca. 
E' tutto bellissimo, ho un sacco di amici, e la gente mi parla per strada. Gloria dice che quando cammina per strada con me ci dan da dire tutti. Dio Bestia, c'avrò il fascino della sciancata, che camino tutta storta! La verità è che son buffona, mi va di ridere e di far ridere e gli altri lo sanno prima che apra la bocca. Oggi uno m'ha chiamato Cabaret. Che Gust!
Cerco le notti e il fiasco, se muoio rinasco, finché non finirà!

giovedì 5 febbraio 2009

Il Paradiso Perduto (in Parkinson Building... )




Manoscritto trovato in una bottiglia



"Sapevo che la strada sarebbe stata molto lunga, anzi lunghissima. Non ci sarebbe stata notte senza venti capricciosi, mi promise un inverno un marinaio, ma decisi ugualmente di partire. 
Era ormai da tempo che sentivo raccontare che l'Arcipelago Malese contava ricchezze d'ogni specie e tipo, e in particolare nella sua parte occidentale. 
Una volta giunta a Giava la strada sarebbe stata poi breve, anche se non meno insidiosa, ma esplorai finalmente le Piccole Isole della Sonda, da Bali a Lombok, Flores, Sumba e Timor sino a giungere alle Isole Tanimbar.
Trovai così, quasi per caso, antiche stampe di rara fama, libri antichissimi di grandissimo valore che i selvaggi serbavano gelosamente presso un tempio interamente di marmo che mi lasciò incredula per i suoi ragionamenti d'architettura.
Il tempio era quotidianamente custodito dai sacerdoti nativi di Sumbawa. Mi giunse voce che si dava peso ad una bizzarra credenza secondo cui le terre di Sumbava non inverdissero e quindi le popolazioni originarie di quel posto avevano l'acqua più pura in corpo e perciò erano meno inclini all'iracondia. In principio non capii neppure, poi scoprìi che per inverdire i selvaggi intendevano che quella strana terra non faceva ossidare il rame se questi veniva sotterrato. E per loro anche l'acqua contenuta negli ortaggi era più pulita.
Questo e altre mille storie ascoltai prima di notte davanti ai loro fuochi". Tante altre ne ascolterò. Per adesso prendo nota.


lunedì 2 febbraio 2009

The Devil Wears Prada















Ormai è il mio gradito tormentone della sera. Sì perché ho deciso di impararmelo a memoria for improve my english. Credo possa considerarsi il film tanto atteso in grado di sostituirsi a Pretty Woman diventando un'icona per molte giovani donne. Trend completamente diverso da quello di Cenerentola che ha avuto in un certo senso grande esplosione a cavallo degli anni '80; allora (come oggi) non c'era bisogno del principe e l'Almanacco recitava tutti i giorni lo stesso consiglio just do it (significativa citazione nel film con Vogue di Madonna). Questa è la storia di Andrea, brillante diplomata in cerca del primo impiego: il suo sogno è diventare giornalista ma viene contattata dalla celebre rivista di moda "Runway" e viene assunta come assistente della temuta Miranda Priestley. Un mondo apparentemente diverso dal suo aiuterà la ragazza a vedere le cose da un altro punto di vista per poi ritornare sui suoi passi, odissea più volte riletta e sentita classificabile tra i romanzi di formazione. Meravigliosa e ipnotica Maryl Streep, molto belle con abiti da capogiro le ragazze. Dovrei insistere sui dialoghi ma non resisto alla scena in cui Nigel sceglie i vestiti per lei: Dolce, Jimmy Choos, Manholo Blahnik, Nancy Gonzales, Narciso Rodriguez "...and now Chanel, you're in desperate need of Chanel." Da urlo le scarpe di Jimmy Choos...
Fatevi poi una ricerchina su Google su Patricia Field, così per curiosità, tanto per cultura generale, la Costume Designer... non vi dico nulla, anzi, come dice Paolo Fox, "non credete a me, verificate!" Ogni tanto il buon gusto prende qualche sfondone, tipo le borsette col marchio in vista... mhmm (arriccio il naso). Un po' da tamarretta, non trovate?
Ritornando a Pretty Woman, vedete che il fulcro attorno cui ruota il plot non cambia: sia Julia Roberts che "Andry" ci fanno giocare alle Barbie, si cambiano e si provano mille vestiti, tucchi, acconciature, cappellini, collane..., strana pulsione feticista delle bambine (e delle donne) di cambiare mille vestiti, giocare ad accostare colori, forme e stoffe diverse. Perché? Perché ogni nuovo abito è una nuova bambola forse, o meglio, con un'aurea diversa. E qual'è il motto della Barbie: essere sempre se stessa ma versatile, in qualsiasi situazione. Eppure pare non aver mai profferito parola... Quanto è stato detto alle nostre generazioni solo con un giocattolo. Sempre al femminile. Perché Big Jim non se l'ha mai cagato nessuno. 
A proposito, gli uomini in sto film, a parte l'attore che fa Nigel (grandioso a dir poco) gli altri sono un salasso. Il fidanzato di Andry è brutto come il peccato che non lo migliora neanche a chiuderlo in una scatola (come dice la fulvi); è poi una specie di cafone che tiene il muso perché lei LAVORA e quindi non può andare alla sua FESTA DI COMPLEANNO?!? Trent'anni per gamba?!? Poi c'è Thompson che, devo ammettere, anche se il suo personaggio è molto stereotipato come latin lover (sembra un po' Gastone di La Bella e la Bestia) merita: però è troppo glam, la sciarpettina perenne è decisamente out, e tra un po' ha i colpi di sole anche sulle sopracciglia. No, non ci siamo proprio. 
Il tim maschile migliore resta quello di Grey's Anatomy: tra Burke, il dott. Sheppherd e quell'altro belloccio (come diavolo si chiama... ) direi che potrebbero bastare come motivo sufficiente per guardare almeno una volta Grey's Anatomy.


Mauriziate...















Questa Marianna è per te (ma anche per la Berté): è vero che qui assomiglio alla Maurizia!?! Qui vedi l'intelligenza degli inglesi, Come ca... si fa a vendere gli occhiali col cartellino 'n tal mezz? Quando torno nel Continente andiamo a ritrovare la Berté e poi dobbiamo assolutamente rintracciare la nostra Maurizia...! 
Grande S. che sei andato con la Maurizia. Ti stimo!

Com'è bello far l'amore da Trieste in giù (tu sei esclusa cara amica mia!)

Nadia Petris ti amo!
Ti voglio bene! Ti amo! Sei l'amica più terrona che ho!

In my shoes















-"Certo che la tua è una malattia...!"- mi dice Guglielmo ieri sera, dopo l'ennesimo acquisto di scarpe, -"Una malattia che hanno tutte le donne in buona salute!" mi sembra evidente, una gran bella malattia genetica, ovviamente caratteristica dominante, direttamente dai cromosomi materni. -"Perdonami, amore mio, se ti ho mentito dicendoti che un grande mobile per le scarpe sarebbe servito... per tutta la famiglia; perdonami, se ho bluffato, dicendoti che il Pax, cm 230x120, era non poi così diverso da una comune scarpiera salva-spazio, di quelle che le puoi infilare sotto il lavandino, in cui entrano a mala pena le scarpe da tennis e le ciabattine della piscina. Economiche, semplicissime da usare, dunque insignificanti.

Mami, Sorellina, Mari Fulvi, Mari Moret, Nadia terrona, Ele Fiora, Claudia, Teresa, Laura, Seri, Marti, Eli (bella), Eli, Sara F., Sarina, Sara Della Feli, Sari Brera, Anastasia, Biggo, Baby, Lalli Ancona, Perepè, Piripì, Peripì e Poppò, Maurizia Paradiso e Loredana Berté vi piacciono le mie nuove scarpe? 
Visto, con Photoshop mi sono ritoccata i segni dei calzini alle caviglie! Figata!

Ieri sera poi ha nevicato. Verso le sette siamo andati a giocare a bowling, come alle medie, ha ricordato Olga; noi di Pesaro andavamo al Ledimar e loro a Gabicce Mare. Dopo due orette passate a lanciar palle ci siamo accorti che di fuori era tutto bianco.